
Osservo gli alberi verdi e rigogliosi
Gli uccellini che svolazzano
Non curanti del dono che hanno
Di volare liberi pei cieli
Lontano da questa terra che brucia
Che sanguina
Che duole, nel profondo delle sue viscere.
Ascoltai il loro festante pigolare
Nella stagione a loro più cara
Preparare i loro nodi coi fili d'erba
Vedessi, quanto piccole son le loro zampette
Quando le poggiano sui rami
Vien voglia di carezzarli e lisciarli dolcemente.
Pei campi me ne vo solo
nell'inquietudine della desolazione ardente
Solo serpi nere e rinsecchite
A macchie, stan pei campi dorati
Arrotolate all'ombra, attendendo le ore calde
Per strisciar via dalla tana a caccia di rospi.
Cara anima che tanto odi i rumori della terra
Poni le mani nei tuoi orecchi per non soffrire
Tappi li occhi per non veder quel sangue
Che scorre impetuoso sulla schiena del mondo.
Nel suolo crepato dal sole
trovano dimora le tue lacrime
Che povere, cercano di rianimare
Quel poco di vita che resta.
©Francesco Lombardo
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